Il territorio pugliese, ponte naturale sul Mediterraneo, era attraversato già in epoca romana da un’importante rete stradale che favoriva lo scambio e le attività commerciali. La via Traiana, conosciuta anche come via Appia Traiana venne fatta costruire dall’imperatore Traiano tra il 108 e il 110 d.C. come alternativa alla via Appia Antica per collegare Benevento (Beneventum) a Brindisi (Brundisium), passando vicino all’Adriatico. Il percorso era più agevole rispetto alla via Appia, perché sgombro dalla neve e dal fango anche nei mesi invernali. La strada seguiva in parte il tracciato della preesistente via Minucia, di età repubblicana, concepita quale variante alla via Appia, ma poco adatta al traffico pesante. Nel tratto pugliese, al valico di San Vito, sovrastato dall’altura isolata del Castiglione, la via Traiana toccava la massima altitudine (947 m s.l.m.), dirigendosi poi dalla dorsale dei monti della Daunia, che veniva superata mediante uno stretto passaggio artificiale, il cosiddetto Buccolo. Da qui la via scendeva con notevole dislivello verso Troia (Aecae), per poi abbandonare il tracciato rettilineo del tratturello Camporeale-Foggia e dirigersi verso l’antica Herdonia, al centro del Tavoliere delle Puglie. Poi la strada proseguiva verso Canosa (Canusium), Corato (Coratum), Ruvo (Rubi), Bitonto (Butuntum) seguendo quindi due diversi tracciati, uno lungo la costa, e l’altro più interno, per poi riunirsi fino a Brindisi.
Celle di San Vito rappresenta uno svincolo fondamentale e caratteristico del tratto dauno della via Francigena del Sud, un tratto particolarmente importante perché è anche tappa della via Micaelica, della via della Seta e di tutte le strade che conducono a Oriente. La via Francigena del Sud, da Roma a Santa Maria di Leuca, è lunga 929 chilometri e attraversa Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, con 45 tappe.
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L’itinerario parte da Roma e, passando per Teano, Alife e Benevento, raggiunge la costa adriatica. Una volta arrivati a Troia, in provincia di Foggia, si hanno due possibilità: procedere verso Bari o verso il Gargano e Monte Sant’Angelo (Foggia), il cui Santuario di San Michele Arcangelo (patrimonio UNESCO) è una meta frequentatissima dai pellegrini cristiani di tutta Europa. Il percorso tocca poi Brindisi, Otranto e Santa Maria di Leuca, con il promontorio di Punta Ristola che rappresenta il punto più a sud d’Italia.
Celle di San Vito è il primo paese pugliese del percorso dopo aver attraversato il confine regionale con la Campania: da Buonalbergo, si percorre la tappa 126, di circa 29 km e si raggiunge Celle. Da qui, inizia la tappa 127, di circa 17 km che da Celle giunge a Troia.
Tappa 126: Buonalbergo 🡪 Celle di San Vito
Lunghezza: 29 km
Dislivello: 966 m
Tempo di percorrenza: 8,5-9 h
Difficoltà alta
Da Buonalbergo si prosegue in direzione di Casalbore superato il quale ha inizio la discesa fino al fondovalle dove scorre il torrente Ginestra: qui si ergono i resti del ponte romano chiamato del Diavolo. Si prosegue poi attraverso vaste colline e passando da luoghi di notevole importanza storica, come i resti dell’antico centro di Aequum Tuticum e la Taverna Tre Fontane, stazione di posta della Via Traiana.
Un lungo percorso in salita su sentieri forestali, stradine agricole, strade sterrate e asfaltate, più o meno ripide, con ampie vedute panoramiche e due facili attraversamenti del fiume. Dopo Casalbore, non ci sono soste per il cibo o l’acqua ed è bene quindi portarsi il necessario, anche perché il percorso è ancora lungo.
Tappa 127: Celle di San Vito 🡪 Troia
Lunghezza: 17,2 km
Dislivello: 388 m
Tempo di percorrenza: 5-5,5 h
Difficoltà media
Un percorso piuttosto lineare e senza particolari difficoltà attraverso i vasti campi di grano e i terreni erbosi delle turbine eoliche, con ampi panorami aperti. Il percorso si snoda su strade secondarie poco frequentate e su strade agricole sterrate, rendendo piacevole la passeggiata fino a Troia. Non c’è acqua né cibo lungo il percorso e c’è poca copertura una volta fuori Celle di San Vito.
Dal confine di regione si arriva al villaggio San Leonardo (nel territorio del Comune di Faeto). Dopo 1,5 km, su asfalto, si raggiunge la Taverna di San Vito e quindi si sale fino alla quota massima di monte San Vito (964 m) e di qui si comincia a scendere lungo la strada asfaltata (Egnatia – Via Traiana), con la possibilità di tagliare tutti i tornanti fino alla piana sottostante. Per un tratto l’asfalto è sbriciolato e poi si continua sulla Via Traiana fino all’ingresso della cittadina. Dopo 100 m oltre la Taverna di San Vito è possibile prendere la sterrata a sx (all’inizio sterrata bianca con pale eoliche sulla dx che continua con un piacevole sentiero) e scendere verso Celle di San Vito per pernottare o ristorarsi. Ulteriore deviazione per Celle di San Vito, questa volta su asfalto, è a 1,2 km dalla Taverna. La discesa verso Celle di San Vito è totalmente in asfalto.