La toponomastica e l’impianto urbano medievale di Celle testimoniano le antiche origini dell’insediamento, caratterizzato da strette stradine e caratteristici archi, come l’Arco dei Provenzali, simbolo del borgo e costituito da due portali a tutto sesto in pietra. Era una delle porte di accesso al borgo, nella parte nord del paese in fondo all’omonima Via dei Provenzali. In passato veniva chiamata Porta Cheglìje, ovvero “Porta Cucchiaio”, forse a intendere l’accoglienza di tutti gli abitanti prima di chiudere l’ingresso al paese. Ancora oggi è presente una feritoia, fuciliera, la sajettére, usata per la difesa da eventuali attacchi nemici (forse in epoca medioevale). Nel borgo ci sono anche altre fuciliere.

In questa zona, conosciuta anche con l’appellativo di Ghjeisevieglie (Chiesa vecchia), si può ammirare Largo San Vito, dedicato all’antica chiesa di Celle. Questa chiesa era dedicata a Santa Caterina Vergine e Martire e poteva contenere al massimo 100 persone. Il portale era rivolto verso est, mentre l’abside e l’altare verso Faeto. Sotto il pavimento erano presenti due botole di accesso alle fosse per l’inumazione, utilizzate fino al decreto di Napoleone. Dopo il suo crollo, avvenuto intorno al 1850, Monsignor Passero la fece ricostruire dove si trova attualmente. Oggi della Chiesa vecchia si può osservare solo la moderna maiolica di San Vito incastonata nell’arcata centrale del muro a nord, realizzata dall’artista locale Crescenzo Nardone.